
Canapa, sì del Senato allo sviluppo della filiera agricola
Ok della Commissione Agricoltura al ddl per promuovere la coltivazione e la filiera agroindustriale della canapa, ideale in edilizia ecosostenibile

Per lo sviluppo della canapa la buona notizia arriva dal Senato, più precisamente dalla Commissione Agricoltura, dove è stato approvato definitivamente il ddlriguardante le “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”.
Secondo quanto prevede il disegno di legge la canapa coltivata potrebbe vedere consentiti diversi ambiti di utilizzo e finalità varie e, tra queste, anche il materiale organico destinato, tra l’altro, a realizzare prodotti utili per la bioedilizia. Il relatore del provvedimento, il senatore Mario Dalla Tor, ha espresso una certa soddisfazione alla decisione in commissione: «Abbiamo colmato un vuoto legislativo e viene regolamentato un settore in forte espansione, con notevoli margini di crescita. La canapa è una coltura in grado di contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale in agricoltura, del consumo dei suoli, della desertificazione e della perdita di biodiversità».
Un passo importante che, si spera, sia presto reso legge. Intanto i segnali che qualcosa sia cambiato, in meglio per il settore, è anche confermato dai dati in crescita della coltivazione: già ne avevamo dato notizia dell’aumento complessivo sul suolo nazionale, a cui di recente ha fatto seguito l’annuncio di Coldiretti Lombardia che ha fatto sapere che nella regione si è passati da 23 ettari del 2014 a 152 del 2015 con una crescita del 500%.
Un’ulteriore buona notizia ha respiro europeo: secondo un articolo apparso in questi giorni su Cordis. eu, sito di informazione della Commissione Europea , le case costruite con materiali ecosostenibili, come legno, paglia e, appunto, canapa, si comportano come vere e proprie “miniere di stoccaggio della CO2”. È la conclusione cui sono giunti alcuni esperti di IsoBio, un progetto internazionale che coinvolge 11 partner istituzionali, privati e tra questi l’Università di Rennes e l’Università di Bath. Nella notizia è anche riportato un dato significativo per capire quanto possa essere il valore di sequestro di anidride carbonica:
Andrea Ballocchi
Martedì, 29 Novembre 2016




