
L’Ue è in ritardo sull’efficienza energetica
L’ultimo rapporto dell’Aea segnala come i target al 2020 siano lontani per la maggioranza degli Stati membri. Confortanti, invece, i progressi sulle rinnovabili

L'Unione europea è promossa sulle rinnovabili ma bocciata sull’efficienza energetica: secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea) c’è il rischio concreto di di non centrare l'obiettivo di aumento del 20% dell'efficienza energetica fissato per il 2020.
Infatti, per la maggior parte degli Stati membri, fra cui l'Italia, "le attuali politiche non sono sviluppate a sufficienza o attuate nei settori rilevanti", anche per effetto degli impatti derivanti dalla crisi economica. quindi occorre fare di più. Sono solo quattro i Paesi sulla rotta giusta verso il proprio target di efficienza energetica: Francia, Germania, Bulgaria e Danimarca.
A pesare è il quadro giuridico estremamente differenziato da Stato a Stato, ma anche il fatto che l’attenzione sia stata esclusivamente catalizzata dal settore edile, in cui sono stati fatti significativi passo avanti con l'attuazione della direttiva sul rendimento energetico nell'edilizia ( Epbd).
Decisamente meno attenzione hanno ottenuto le misure per ridurre i consumi degli elettrodomestici e del settore dei trasporti, che spesso a livello nazionale si sono limitate ai requisiti minimi obbligatori stabiliti dalla normativa europea. Senza contare, poi, che l’efficienza ha pagato il fatto di non essere un obiettivo vincolante a livello comunitario: la mancanza di sanzioni verso i Paesi membri in caso di inadempienza, un aspetto non del tutto superato neanche dalla revisione della direttiva del 2012, non ha infatti stimolato a dovere i 27 governi nazionali.
Gli obiettivi chiari hanno invece favorito l’ascesa delle energie rinnovabili nel Vecchio Continente che, a fine 2011, avevano raggiunto già una quota del 13% dei consumi finali di energia, contro un obiettivo al 2011 del 10,8%. L'Italia è fra i 14 Paesi virtuosi sul fronte dell'energia pulita, mentre sei Stati membri ( Belgio,Francia, Lettonia , Malta, Paesi Bassi e Regno Unito) sono rimasti al di sotto dei target.
Per essere certi di arrivare al 20% di fabbisogno coperto da energia verde, complessivamente gli Stati membri dovranno raddoppiare il loro uso di rinnovabili entro il 2020 rispetto al periodo 2005-2011. « Le ultime analisi dell'Aea confermano che le rinnovabili e l'efficienza energetica stanno avendo un impatto significativo in termini di calo di emissioni», ha spiegato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'Agenzia europea.
Gianluigi Torchiani
Venerdì, 18 Ottobre 2013




